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ARGOMENTO: Dopo i fari allo xeno, arrivano i fari laser

Dopo i fari allo xeno, arrivano i fari laser 4 Anni 2 Mesi fa #23520

Di seguito trovate un articolo secondo mè molto interessante anche se è un pò lungo:

Distribution Tech, sempre attenta all’innovazione nel campo automobilistico, vi introduce nel prossimo futuro:la continua ricerca di nuove soluzioni riguardati l’impatto ambientale delle automobili, con l’utilizzo di sistemi ibridi, elettrici ad idrogeno e di tutte le varianti di gas.Si sta anche lavorando molto su innovazioni stilistiche d’avanguardia, che porteranno le auto ad avere linee sempre più futuristiche e per questi motivi si lavora anche sui sistemi di illuminazione.

E’ il caso dei fari laser. Vediamo cosa sono e come siamo arrivati al loro prossimo utilizzo.

Partiamo da fari Alogeni, una tecnologia standard, nata nei primi anni 60. Nel bulbo delle lampade a incandescenza vengono inserite piccole quantità di sostanze, tra cui lo iodio, che consentono di aumentare la luminosità e la durata.
Le lampade sono contraddistinte dalla lettera H nella sigla identificativa. La più diffusa nei proiettori più recenti è la H7, che assorbe 55 watt, emette circa 1.300/1500lumen e ha temperatura di colore di 3.200°Kelvin (questo valore rappresenta il colore emesso dalla lampada, che al suo aumentare passa dal giallognolo all'azzurrino).

La durata delle H7 standard è attorno alle 500 ore.

Poi sono arrivate le lampade allo Xeno. I primi proiettori per auto risalgono al 1991. La lampada, riempita di gas xeno, non ha più il filamento, ma due elettrodi tra cui viene innescato un arco elettrico, molto luminoso: da qui il nome corretto di lampada a scarica in gas.

Il sistema comprende anche una centralina e un accenditore che innalzano la tensione alla lampada da 12 Volt fino a circa 25.000 Volt per poi stabilizzarsi sugli
85 Volt; inoltre i proiettori con questa tecnologia vanno obbligatoriamente dotati di lavafari e regolazione automatica dell'assetto (un faro sporco può provocare rifrazioni che possono abbagliare chi si incrocia).

Le lampadine sono identificate dalla lettera D e, nelle versioni normali, che assorbono 35 Watt, emettono 3.200 lumen con una temperatura di colore minimo di 4.200°Kelvin.

La durata è di circa 3.000 ore. Da poco sono disponibili i proiettori dotati delle nuove lampade a scarica da 25 Watt, che emettono 2.000 lumen: in tal modo rientrano nel limite che consente di fare a meno dei lavafari e della regolazione di assetto automatica.

I fari quindi possono essere più economici. Dal punto di vista delle prestazioni, il sacrificio rispetto alle versioni da 35 watt è contenuto, grazie anche alla temperatura di colore leggermente più alta (4.500°Kelvin contro 4.200) che a sensazione, compensa, in parte, il minor flusso luminoso.
Arriviamo ora ai led: è l'ultima frontiera dell'illuminazione per auto, presente per ora su alcune ammiraglie e anche (a richiesta) sulla nuova Seat Leon.

Al posto delle lampade tradizionali o a scarica di gas ci sono compatti gruppi di Led ad alta luminosità, che, per le loro dimensioni contenute, danno ai progettisti maggior libertà di forma.
Le luci a led a parità di luce emessa assorbono meno energia (circa un quinto delle alogene) ed hanno temperatura di colore di 5.500°Kelvin, molto vicina a quella dell'illuminazione diurna a mezzogiorno: ciò da a chi guida una sensazione di maggior sicurezza.

La durata è elevatissima e perciò non è prevista la possibilità di sostituzione dei moduli. Diversamente dalla lampade tradizionali o a scarica, i led non si scaldano, ma lo fa l'elettronica di comando: i proiettori vanno quindi dotati di sistemi di dissipazione (ventole o piccoli radiatori) ed il calore sottratto viene inviato alla lente frontale del faro per impedirne l'appannamento nei climi umidi e freddi.

I led dovrebbero essere il futuro ma probabilmente verranno saltati direttamente per arrivare ai laser.

Il laser è in grado di emettere un fascio di luce mille volte più intenso rispetto ai Led: questo perchè le luci al laser producono un fascio luminoso di circa 170 lumen per kW, contro i 100 della tecnologia a Led.

Inoltre, la luce laser è monocromatica: cioè è composta da un’unica lunghezza d’onda in grado di fornire un fascio di raggi luminosi paralleli di elevata luminanza.
La luce laser viene convertita, tramite un materiale al fosforo, in un fascio diffuso, senza dispersioni e con una tonalità più chiara.

La luce che ne risulta è bianca e brillante e molto gradevole alla vista: maggiore visibilità e maggiore sicurezza su strada.

In aggiunta, se l’illuminazione a Led già permetteva un notevole risparmio energetico rispetto alle classiche lampadine o ai fari allo xeno, i proiettori al laser garantiranno ancora minore consumodi energia e, quindi, di carburante.

L’innovazione dei fari a laser è importante anche per le luci posteriori, soprattutto per i fendinebbia. Audi sta sviluppando delle soluzioni per la prossima TT, che avrà fendinebbia laser che creano coni di luce soltanto nel momento in cui il raggio entra a contatto con un vapore. In questo modo il fendinebbia non darà fastidio ai veicoli che seguono (come accade ora), ma sarà perfettamente visibile nelle situazioni di nebbia più intensa aumentando quindi gli standard di sicurezza.

Il fatto che i diodi laser siano molto più piccoli dei Led, poi, apre tutta una serie di nuove opportunità stilistiche per le auto del futuro, che avranno linee ancora più avveniristiche e carrozzerie sempre più all’avanguardia. E’ quello che sta sperimentando BMW sul futuristico I8.

Insomma, nel settore automotive l’innovazione tecnologica cresce a ritmi serrati. Oggi si stanno già provando le soluzioni che diventeranno di “massa” tra alcuni anni.Da parte nostra vi è l’impegno ad essere sempre attenti e pronti alle nuove tecnologie.
Ultima modifica: 4 Anni 2 Mesi fa da Distribution Tech.
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